@lfa del 2 giugno 2005

Postato il 3 Giugno 2005 alle 1:50 da rockdreamer.

dalla rubrica “REWIND”, prima pagina

(integrale)

L’incertezza avvolge il destino della direttiva europea per la brevettabilità del software, che a giorni sarà votata dal Parlamento Europeo. L’esecutivo italiano si è più volte astenuto in sede di Consiglio Europeo e anche all’interno della Ue non si vede unità di intenti. Intanto, mercoledì scorso è stata consegnata alla vicepresidenza del Senato una petizione contro i brevetti software, promossa dal Lug di Roma e da OpenLabs di Milano, firmata da 127 fra aziende e associazioni.

I sostenitori della direttiva sostengono che essa sia necessaria per armonizzare la legislazione europea con quella americana, per dare tutela legale al software e per incentivare gli investimenti. Dall’altra parte, i contrari possono far constatare che proprio negli Stati Uniti la brevettabilità del software non sembra aver favorito gli investimenti ma piuttosto ha fornito la tutela legale a invenzioni alquanto discutibili, quali l’acquisto di prodotti tramine Internet con un click (brevetto Amazon). Inoltre, il software ha già una forte tutela industriale tramite il diritto d’autore, il marchio e il segreto industriale. Gli incentivi che questi istituti portano agli sviluppatori e alle software house vengono considerati più che sufficienti da parte di molti. Tre dei primi dieci uomini più ricchi del mondo (Bill Gates, Larry Ellison, Paul Allen) hanno costruito le loro fortune grazie al diritto d’autore sul software, che risulta quindi essere un ottimo sistema di remunerazione per lo sviluppo del software. La discussione è aperta.


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